Era da poco scoccata la mezzanotte del nuovo anno, 2065, dall’alto del palazzo la città era in festa, il caos, il divertimento, la voglia di lasciare per un poco alle spalle tante cose. Insieme al mio collega aspettavamo che passasse il nostro bersaglio, avevamo un lavoro da fare. Fino a quel momento ci siamo scambiati poche parole.
Perché non mi credi?
Perché parli di cose che oramai non esistono più.
Guarda… non è uno dei miei soliti sogni… niente cena pesante o tequila come preludio… scherzi a parte ti dico che è vero..
Parli di cose che in questo futuro non esistono più, vivi nei ricordi, la realtà è diversa.
No, non capisci, ti parlo di cose senza tempo, ti parlo dell’amore….
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In quel momento stava passando il nostro bersaglio, appoggio li fucile alla spalla, miro, colpisco. Uccido.
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Nella folla nessuno nota il corpo che cade a terra, nessuno sente il colpo sparato, nessuno nota la nostra azione. Nessuno capisce, oramai, cosa sia l’amore.
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Ora andiamoci a bere qualcosa prima che tu mi parli ancora di cose fantasiose e melensi…
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Ho ancora un colpo in canna, devo solo decidere a chi spararlo…
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i rumori della notte ci accompagnano nel clamore che ci smuove dentro