Città Cremisi

#4

Per molto tempo sono rimasto immobile, facevo rimbalzare i pensieri nella scatola cranica. Cecyl è stata uccisa da dei teppisti nel luogo dove erano soliti incontrarsi Robert e Gilda. Ho cercato quei teppisti, ed ho trovato solo i cadaveri, null’altro. Robert è stato ucciso da un singolo colpo sparato dall’alto di un edificio abbandonato, durante una sua investigazione. Da tempo aveva il timore di essere stato messo da parte, lasciato solo, per una ragione precisa. Io ero già fuori dall’Operativo da qualche settimana. Sollevato dal caso Musashi e messo alle strette. Dopo la morte di Cecyl ho avuto i nervi a fior di pelle, sono scoppiato quando ho messo le mani addosso ad un mio superiore, dopodiché sono stato sbattuto fuori. Lui ha avuto altra sorte, allontanato dal suo principale incarico, che era anche il mio, si è sentito isolato man mano che le cose cambiavano intorno a lui. Fino al punto in cui, solo in mezzo ad un cantiere non è stato raggiunto da un colpo proveniente dall’alto di un palazzo. Sembra non fosse lì per un’indagine precisa, forse una sua idea o un appuntamento, non so. Forse era anche lui ad un passo dallo scoprire l’altra identità di Musashi, e tutti i suoi collegamenti. Devo tornare sul caso, ma sono stato troppo tagliato fuori e da troppo tempo, quindi devo chiedere aiuto.
Il mio contatto, il mio antidolorifico, il mio mentore all’interno dell’Operativo è Eliah. Non ha potuto far niente perché non mi sbattessero fuori, ma ha limitato i danni successivi. Oramai è rimasta una figura senza molto potere, ma con molti nemici. Non può esporsi più di tanto, ma quando può mi tende sempre la mano. Per fortuna ho mantenuto buoni rapporti con qualcuno.
Mi ha contattato quando sono stato sbattuto fuori, mi ha preso a cuore, sia per la mia storia, sia per come sono stato trattato, sia perché abbiamo in comune, forse, gli stessi nemici dentro l’Operativo. Comunichiamo tramite una linea sicura, sicura veramente, mi assicura lui. Ma ci sentiamo il minimo indispensabile. Si, assicura che io non faccia troppe cazzate e che rimanga vivo abbastanza a lungo per tornare dentro l’operativo, non mi ha detto come ne quando, ma solo di aspettare e non in un sacco nero o in una body bag. Ogni tanto mi aiuta, soldi, codici, informazioni. Il padre mancato.
Digito le poche parole: dimmi dove trovare Musashi, la sua nuova identità.
Rimando davanti alla linea sicura. Sicuro che quanto ho appena chiesto è quanto di più potessi chiedere, perché solo lui può portare fuori un informazione simile. Dal momento in cui si saprà dell’identità segreta violata, sapranno chi ha dato l’informazione, e quindi anche il nostro collegamento, avranno mille pretesti per fare tutto quello che vorranno.
Dopo più di due ore un buon numero di sigarette arriva la risposta: Residence O.E.M. 4 livello, casa Azaki, Osha Azaki. Non abbiamo alternative se non farcela.
Come al tavolo verde, con un poker alla texana, mettendo tutte le fiches nell’ultimo rilancio. Per rimanere in gioco non puoi che riuscire.
Do gli ultimi tiri alla sigaretta quasi con violenza, prima di spegnerla, mentre cerco i caricatori della pistola e prendo un paio di lame. Esco nervoso, mentre salgo in macchina cerco di pensare a cosa mi posso trovare davanti, a come fare per sbrigare tutto in tempo breve prima di avere tutti addosso. Che casino.