Città Cremisi
#6
Doc.Loc è sparito, se ne andò dall’operativo, non si sa
dove. Di lui è rimasto il suo ricordo e il suo laboratorio, è
stata una buona amicizia.
La puttana non la smette di piangere e continua ad osservarmi come se fossi
il salvatore, tutt’altro baby.
Il giallo samoano succhiacazzi è chiuso nel bagagliaio con un pieno di
tranquillanti in vena da far paura e legato con fibre di titanio, se si sveglia
e si libera gli faccio i complimenti (prima che mi ammazzi).
Il Lab del Doc. Loc è un umido garage nei bassi fondi. Ha salvato decine
di reietti ed è quasi venerato da quei pezzenti. Nessuno tocca il suo
laboratorio, tutti curano le sue piante tropicali (per questo è umido).
La mia entrata nella via viene osservata come una processione, mi conoscono,
anche se sanno che porto guai sono pur sempre un amico del Doc. Mi parcheggio
dentro, nel posto delle ambulanze, fra celle frigorifere, lettini, computer,
piante e macchinari medici.
La puttana rimane in macchina, si è addormentata. Tiro fuori il giallo
e lo parcheggio sopra quella che sembra una sedia elettrica (in realtà
è peggio). Questa è una cosa per cui ho insistito mi venisse insegnata.
L’estrapolatore neurale, mi leggo il suo cervello. Mi tocca aprirgli il
cranio, che non so richiudere e ne vorrei comunque farlo con lui.
Lo strumento di precisione mi permette di scoperchiarlo senza toccare il cervello.
La sega è dolce nel tagliare l’osso. Butto per terra la calotta,
accendo il macchinario ed infilo i lunghi aghi sonda nella sua materia grigia.
Inizio la lettura, sarà cosa lunga.
Incredibile quanto fosse figlio di puttana questo figlio di puttana. Ha fatto
le peggio cose fin da piccolo. Passano le ore e guardo disgustato le immagini
della sua mente. Alla fine arrivano le immagini di questi ultimi giorni, il
figlio di puttana è coperto dal mio ex superiore, Florian Miu, sarà
contento Elyah, il mio mentore e suo nemico. Miu ha commissionato l’uccisione
di Bobby. Ho registrato tutto e ora posso agire, mi è rimasto veramente
poco tempo.
Verso una bud sul cervello del giallo e mi bevo l’ultimo sorso. Alla
tua figlio di puttana. E lo lascio morire.
Squilla il telefono…