Posso aspettarmi un killer o un poliziotto in casa mia, ma non
certo la sorella di mia moglie. So anche com’è entrata. Sarà
una giornata diversa oggi. Mi alzo e chiudo la porta, comando una maggiore luminosità
nella stanza,così per vedere se ci sono altri parenti… Casa mia
è rimasta intatta da quando Cecyl è morta, arredata come vuole
lei, con quello stile indiano retrò. Uso solo la cucina, poco, il bagno
e la sala, dove dormo. Il resto è rimasto intoccato, e deve rimanere
così. Gilda non ha nulla a che vedere con Cecyl, in comune hanno solo
il fatto di aver sposato una sbirro dell’Operativo, lui è morto
però. Lei è di media statura, un fisico da pin up in miniatura,
mora, stronza, terribilmente, e mi ha sempre odiato, perché sapeva che
sposando uno sbirro sua sorella avrebbe trovato la sua stessa dannazione. Non
siamo gente facile, portiamo solo problemi. Odia me come odiava suo marito.
In comune abbiamo solo il fatto di aver amato e di amare Cecyl. Alta, longilinea,
rossiccia disponibile e amabile.
- Dimmi Gilda
- Dopo la sua morte hai cercato in lungo e in largo, non hai trovato nulla che
ti convincesse. Stessa cosa ho pensato della morte di Robert.
Dice questo gettandomi una chiavetta USB. Tiro fuori il palmare per vedermi
il contenuto.
- Perso le parole? Mi chiede.
- Come hai avuto questi dati?
- Ho sposato uno sbirro come te, no!? Qualcosa ho imparato.
- Ho notato, visto come sei entrata in casa qualcosa devi aver imparato.
- Immaginavo Robert avesse delle paure, troppi segnali di un qualcosa che stava
prendendo una brutta piega, non ha avuto il tempo di avvertirmi, ho immaginato,
allora ho cercato nei suoi nascondigli. Stava raccogliendo dettagli. Immaginava
che qualcuno dell’Operativo fosse compiacente in altre direzioni. Si sentiva
solo e braccato.
- I turni e gli impieghi sono stati stravolti, vedo dai registri. Immaginavo
ci fosse qualcosa, ma sono stato troppo preso da altro per accorgermene. Ho
pensato come tutti che il suo fosse un incidente di lavoro, noi muoriamo ogni
tanto. Ma non trovo alcun coinvolgimento di Cecyl.
- Io dovevo morire al posto suo.
- …..
- Fuori dal lavoro io e Bob ci incontravamo sempre in quel posto, dove è
morta lei, ma non era in programma alcun nostro incontro quel giorno. Hanno
trovato lei insieme a lui, immagino non sapessero che si stavano sbagliando.
- Cazzo.
- Hai la testa piena di pensieri cattivi su di loro. I miei stessi. Lasciali
stare per ora, riprendili dopo che avremo risolto questo intrigo.
- Non riesco a non pensarci, se premetti…
- Sono convinta avremo tutte le risposte risolvendo il caso.
- Come fai ad essere così fredda!? No, non rispondere, lo so, lo sei
sempre stata per me, ma cazzo, anche ora non lo pensavo.
- Ho già pianto per i cazzi miei, idiota, ora pensa a prendere quei bastardi
e a scoprire i perché di questo omicidio e i perché di questo
incontro. Ho sempre saputo che non eri un duro, lo hai dimostrato anche ora.
- Ci sono momenti in cui sono umano.
- Pensa a risolvere la faccenda, il resto poi.
Se ne esce mentre mi guarda. Rimango fermo immobile per molto tempo. Oggi si
è riaperta una ferita ed è stato messo anche del sale dentro.