La Foto

 

Un gioco nato per fraintendimento. Divertente, pacato, eccitante. Capire male un discorso, iniziare a spedirsi qualche foto, capire cosa di è frainteso, riderci sopra e continuare il gioco. I discorsi in equilibrio fra il detto non detto, come foto con il vedo non vedo, quindi chiari se quelli che parlano si capiscono. Apprezzamenti velati, desideri non sempre celati ma che escono in toni tenui.
Poi una scommessa, in palio una foto,”se vinci tu mi fai la foto, decidi tu come, solo una”. Vinsi.
Lei è Donna, più grande di me, Donna vera, al 100%, scherzosamente dice di aver un fisico da rottamare, come dice al suo istruttore in palestra, ci sta lavorando per essere perfetta come vorrebbe lei, ma anche ora, con curve abbondanti, induce a pensieri peccaminosi e belli.


Arriva il giorno della foto, ma questa volta non sono autoscatti, sarò io l’artefice di un mio desiderio. eccitazione palpabile quando entriamo in casa sua. Più o meno ci siamo già detti tutto, beviamo giusto un caffè, poi ci prepariamo. Lei entra in camera e si prepara, come su mia richiesta, quando sarà pronta io entrerò e scatterò la foto, per poi uscire. La seguo con lo sguardo mentre entra in stanza, sospiro, non ricambia lo sguardo, gioca, è Gatta. Vederla vestita era relativo, sotto gli abiti eleganti, anche quando semplici, vedevo il mio desiderio.
I nostri discorsi, il nostro equilibrio toglieva gli imbarazzi, che fosse un discorso serio o scherzoso ci si trovava sempre bene, e si creava equilibrio eliminando disparità, eliminando imbarazzi, forse, come si può immaginare al primo scambio di foto. Come ora senza imbarazzo ci si preparava a questo che è per me un evento. Come ora si giocava, seguirla con lo sguardo, vederla nuda sotto gli abiti, come sentirsi i miei occhi addosso, calamitarli su di se, goderseli.


Preparo la macchina, mi batte il cuore, e batte ancora di più quando sento il mio nome, ora posso entrare.
Letto dalle lenzuola candide, scompigliato ed elegante, quadro di una stanza che è cornice di Arte (emotiva). Lei nuda, distesa. Pelle leggermente abbronzata da lampade, eccitante nudità, posa da dipinto. Su un fianco, mano che sorregge la testa, un sorriso accennato e occhi accesi, il mio sguardo segue tutto il suo corpo, seni prosperosi, il braccio disteso sul fianco tiene il lenzuolo, senza nulla indosso, mi soffermo sul pube, seguo la mano che tiene il lenzuolo che copre dal ginocchio in giù. La luce del giorno è buona per la foto ed è fortunata ad adagiarsi su di lei. Scatto.


Il cuore mi batte un poco meno, abbasso la fotocamera e la guardo, e mi dice “ cosa fai lì impalato?”. Non saprò mai se volesse che uscissi o facessi quello che ho fatto. Ho appoggiato la macchina fotografica ed ho iniziato a spogliarmi, nel silenzio di quella domenica pomeriggio sentivo il suo sguardo adagiarsi su di me. Una volta nudo la guardo, lei chiude gli occhi, salgo sul letto e sono su di lei, per baciarla, sulle labbra, due volte, delicati, poi con la lingua bagnarle le labbra. Apre gli occhi, ci baciamo ancora, facendo sfiorare le lingue. Sono sopra di lei, mi appoggio con il pene al suo pube, sento la reazione che ha, lo tolgo per appoggiarlo ancora, mentre scendo pian piano con i baci, per sentirle il collo, e scendere ancora, per baciare il seno che stringo e muovo. Prendere tra le labbra i capezzoli, succhiare mentre con la lingua gioco e ci giro intorno. Una mano scivola fra le gambe, per sentire il calore, tengo la mano sopra, come per scaldarmi, e per bagnarmi, e titillo il clitoride tornando su con i baci fino alle sue labbra, fino alla sua lingua. Dimenarsi con il corpo, lento aumentare il ritmo della mia mano e del movimento del suo corpo, aumentare come la passione dei nostri baci. Il calore è tanto. Entro con due dita e mi fermo in fondo, sento le sue reazioni, godo con lei, ed aumento il ritmo. Le sue mani sulla schiena, sul petto, sul sedere. Ancora per un poco la masturbo con tre dita. Si dividono le nostre labbra, assaporo le mie dita, mentre scendo e i nostri sguardi si incontrano e si lasciano. Il mio respiro è lento, il cuore batte forte, batte come il suo, sento il suo respiro,come per prendere fiato. Appoggio le labbra sul suo clitoride e tengo le mani sulla pancia, appena appoggiate, mi piace, mi piace la sua pelle, mi piace sentire che si muove. Succhio lentamente, assaporo, giro la lingua intorno. Gode lentamente, si gode ogni giro di lingua, scendo pian piano e giro intorno alle labbra, calde, bagnate, ma non entro, percorro lentamente e assaporo la sua voglia. Le mani mi fermano e mi spingono la testa contro il pube, entro con tutta la lingua di colpo, spingo forte la testa, giro con vigore lento la lingua, sento le sua mani decise allentare la spinta man mano che aumenta il trasporto e il coinvolgimento. Muove la schiena come io muovo la lingua, godo con lei, danzo con lei. Bevo di lei e ne sono inebriato. Il silenzio della domenica pomeriggio è mosso dal nostro respiro passionale, da ansimante coinvolgimento, da sesso vellutato.
Minuti che passano caldi, viene dolce, si calma la danza mentre prendo ancora qualche goccia di lei.
Percorro a ritroso il suo corpo, che si muove lentamente calmandosi come calano i miei battiti, e trovo le sue labbra aperte, prendo il suo respiro mentre si incrociano gli sguardi, beati….
I corpi attaccati e sapori che mi mescolano con il sottofondo del respiro di un bacio appassionato. Il pene appoggiato con il tronco alla vagina mi trasmette quanto è aperta e quanto è bollente. Le mani scivolano sui miei fianchi, solleticandomi. Sentiamo il sorriso intrappolato nel bacio. Sento la mano che lo prende e mi comanda, mi allontana, lo spinge poco lontano, sento le dita introno alla sommità, che mi guida dentro le sua labbra, entro piano e spingo forte, spingo prolungatamente mentre mi stendo ancora su di lei per un altro bacio, ansimante, per farle sentire il mio cuore a mille, per sentire il suo, splendido cuore. I baci diminuiscono, di intensità e numero, man mano che sale il walzer, ora lento. Sale la musica, colonna sonora, di battiti, respiri e gemiti. Su di lei, alto, la guardo, ammiro, guardo le sue mani sulle mie braccia, sento le sue gambe dietro la mia schiena, spingermi ancora di più dentro di lei, così faccio, mentre seguo il suo collo inarcarsi indietro e gli occhi che si chiudono come per contenere il sesso, ammiro mentre sento il pulsare del suo corpo, del suo respiro, del suo cuore dai seni che con vigore fanno godere il mio tatto. Il silenzio ora gode della nostra musica, forte, il sole si scalda del nostro calore, la primavera gode dei nostri lussuriosi profumi. Un vortice dentro e fuori, una discesa a testa in giù, con la testa che gira, che sale. Forte e forte sempre più forte dentro di lei, su di noi. Ancora più musica, calda, aperta, duro e morbido incontro intimo, sale il ritmo, il godimento. Vellutata lussuria. Ancora più forte, quasi violento, incedere, musica, gemiti e urla non strozzate, forte, ancora più forte e dentro, dentro di me, dentro di lei vengo, vengo con lei, insieme, piena di me, pieno di lei, nei miei occhi,nel mio cuore. Vellutato pomeriggio. Una foto diventata realtà, un quadro che prende forma con le emozioni.